
Miraggi nello spaziotempo
Una delle previsioni più suggestive della teoria della gravità di Einstein è che le masse nell’Universo (come stelle, galassie, ammassi di galassie) deformano lo spazio-tempo intorno a loro così da incurvare anche le traiettorie della luce. Tali masse possono in questo modo agire come delle potenti lenti gravitazionali, che una volta combinate con i nostri telescopi, sono in grado di fornirci informazioni preziose sulla materia che permea l’Universo e di rivelare oggetti lontanissimi, fino alle prime galassie e le prime stelle. Attraverso tali lenti cosmiche si possono osservare fenomeni spettacolari: le immagini di oggetti distanti si trasformano in archi ed anelli e formano spesso immagini multiple degli stessi oggetti, dei veri e propri miraggi gravitazionali. Siccome il tempo scorre diversamente lungo le diverse traiettorie della luce, uno stesso evento osservato oggi ci può perfino riapparire nel futuro!
A seguire
Laboratorio didattico sulle lenti gravitazionali guidato da Pietro Bergamini, Giuseppe Angora, Lisa Ferro e Lorenzo Bazzanini, con un’efficace analogia con l’ottica geometrica.
Materiale disponibile
Relatore

Piero Rosati
Laurea e dottore di ricerca in astrofisica all’Università di Roma Sapienza, ha svolto gran parte della sua formazione negli USA (Johns Hopkins University di Baltimora) e poi all’European Southern Observatory (ESO, Monaco di Baviera), ricoprendo ruoli di rilievo con grandi telescopi terrestri come il Very Large Telescope (VLT, Cile) e spaziali come lo Hubble Space Telescope. Astrofisico osservativo nel campo della cosmologia e della formazione delle strutture, con esperienza in indagini multi-frequenza nelle bande ottico-infrarosso e raggi X di ammassi galattici, galassie lontane e Nuclei Galattici Attivi. Dal 2013 è professore ordinario al Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara. Ha pubblicato oltre 400 articoli in riviste scientifiche specializzate ed è uno dei leader mondiali sugli ammassi di galassie.